per mettersi in contatto con Janine:
janinesouillon@gmail.com
lunedì 31 dicembre 2012
JANINE SOUILLON VISTA DALLA SCHIAVA ELISABETH MANDILE / JANINE SOUILLON PORTRAYED IN HER MANOR, NEAR LUGANO (CH)
lunedì 8 ottobre 2012
LAVORI FORZATI / HARD LABOR
Consiglio del giorno:
attrezzare il proprio giardino/terrazzo in un mini campo di lavoro per la propria serva.
JS
attrezzare il proprio giardino/terrazzo in un mini campo di lavoro per la propria serva.
JS
sabato 6 ottobre 2012
PUNIZIONE ESEMPLARE PER MONIKA
Chiedo a tutte le lettrici e lettori del blog di proporre una punizione esemplare per Monika R., la mia schiava domestica. Nel corso del bucato che ha dovuto svolgere in "stato di gravidanza", la vielle salope è riuscita a sporcarsi le mutande di gomma.
La migliore punizione sarà messa in pratica sulla sporcacciona.
JS
La migliore punizione sarà messa in pratica sulla sporcacciona.
JS
mercoledì 12 settembre 2012
LE VOSTRE SERVE
Avete immagini delle vostre serve che vi piacerebbe pubblicare, oppure descrizioni di metodi di educazione che vi piacerebbe divulgare?
Scrivete a janinesouillon@gmail.com ricordandovi di allegare, se inviate foto delle vostre schiave, il consenso alla pubbilcazione. In caso contrario, sarò costretta ad "oscurare" il volto della vostra serva.
JS
Scrivete a janinesouillon@gmail.com ricordandovi di allegare, se inviate foto delle vostre schiave, il consenso alla pubbilcazione. In caso contrario, sarò costretta ad "oscurare" il volto della vostra serva.
JS
martedì 17 luglio 2012
GRAVIDA (DI ACQUA)
A volte puó essere piacevole "ingravidare" la propria domestica con un abbondante clistere e poi, dopo averla debitamente tappata, metterla al lavoro con un'appropriata divisa di fatica premaman. Il pancione sarà poi avvolto nel classico grembiule di gomma bianca telata da sguattera.
JS
Dessin: Georges Pichard
JS
Dessin: Georges Pichard
domenica 15 aprile 2012
CLISTERI IMPROVVISI
La pratica punitiva dei clisteri deve essere randomizzata, ovvero non deve esserci, da parte della serva, la possibilità di PREVEDERE la somminstarazione di un clistere punitivo. Essa può avvenire durante lo svolgimento del lavoro, durante la consmazione del pasto, oppure persino nel cuore della notte. Il clistere non sarà praticato direttamente dalla Padrona, bensì da un'altra serva alla quale sarà fatta indossare la divisa adatta, fatta di rozza tela grigia, sul quale sarà allacciato ben stretto un grembiule di gomma bianco. Le altre serve, come galline nel pollaio che beccano senza pietà la più disgraziata, saranno ben contente di rivalersi delle loro sofferenze sulla punita di turno.
JS
dessin: G. Pichard
JS
dessin: G. Pichard
domenica 1 aprile 2012
LAVORI FORZATI / FORCED LABOR
Ai lavori forzati
© Pavel
"Brutta lazzarona, inutile che ti massaggi la schiena, se non ci metti più impegno con quel badile, il massaggio te lo faccio io con questa correggia di cuoio!"
(frau Julia)
© Pavel
"Brutta lazzarona, inutile che ti massaggi la schiena, se non ci metti più impegno con quel badile, il massaggio te lo faccio io con questa correggia di cuoio!"
(frau Julia)
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Pavel
FACCIAMO UN GIOCO
Alle gentili Signore e Padrone: scrivete una didascalia o un dialogo ispirato a questo disegno della schiava Elisabeth Mandile: quello che giudicherò migliore degli altri, sarà pubblicato col nome dell'autrice. (JS)
"COSA? CREDEVI DI AVERE MATURATO LA PENSIONE?? Non se ne parla, adesso
decidiamo noi quanto e quanto duramente lavorerai, ALMENO ALTRI 10 ANNI,
STUPIDA VECCHIA CIABATTA !!!"
(frau Julia)
sabato 24 marzo 2012
CONTROLLO

"Adesso stringi forte, che non ti scappi neanche una goccia del clistere. Ora, mettiamo il lucchetto, così non ti vengono tentazioni mentre passi di fino, ginocchioni, il pavimento della sala. Buon lavoro, sguattera."
(didascalia di Frau Julia)
Doppie mutande contenitive (la parte interna in gomma, l'esterna in cuoio) dotate di una cintura di sicurezza in acciaio inossidabile rivestito di gomma con cerniera e lucchetto.
L'apparato viene aperto da un minimo di una a un massimo di tre volte al giorno. Il disegno è di Elisabeth Mandile.
JS
artwork Elisabeth Mandile
© Annika Kapyzska
giovedì 15 marzo 2012
LA DIVISA DA PUNIZIONE
Qualunque sia il tipo di divisa scelta dalla padrona per le punizioni, sarà indispensabile farla indossare alla sguattera per tutta la durata del castigo in modo da creare un nesso diretto fra tessuto e punizione medesima. L'associazione diverrà in breve inscindibile e basterà far indossare fin dal mattino l'indumento alla sguattera per tenerla in uno stato di terrore ed attesa fino al momento in cui decideremo di entrare in azione.
JS
JS
domenica 11 marzo 2012
IL CASTIGO DI DONNA ASSUNTA 1 - LA CADUTA
IL CASTIGO DI DONNA ASSUNTA
di Janine Souillon
PRIMA PARTE: LA CADUTA
- Figuriamoci! Non è possibile! Lei è un idiota, avvocato!
Gli occhi duri di donna Assunta si posarono ancora una volta sulle carte che l’avvocato Alfonso Sacramola aveva posato quasi un’ora prima con cura davanti a lei, sul bel tavolo di mogano nero.
- È così, - ripetè per l’ennesima volta l’avvocato. Cominciava a stancarsi di tutta la faccenda, e avrebbe desiderato moltissimo trovarsi fuori da quella villa isolata sulle colline.
- Donna Assunta, è la verità. Tutti i beni, i titoli, i fondi lasciati da suo marito sette anni fa si sono ormai volatilizzati: speculazioni, investimenti azzardati, un tenore di vita... - il notaio agitò eloquentemente la mano in cerchio, comprendendo in quel gesto lo studio ove si trovavano, ma anche la villa, il parco, i terreni circostanti.
- ... un tenore di vita a dir poco principesco: questi sono i motivi della sua disgrazia, mia cara signora!
- Come si permette di criticare il mio stile di vit�� ˛a! - sbottò donna Assunta. A trentacinque anni era ancora una donna giovane e bella, una bellezza siciliana bruciante e fiera, un volto animato da occhi scurissimi, quasi neri, che nella collera fiammeggiavano come braci. Vestita elegantemente, amava i gioelli discreti e costosi.
- E poi di soldi ne ho ancora un mucchio! La mia attività finanzia...
- Intende dire lo strozzinaggio? Vuole dire il ricatto? Anzi, i ricatti con cui ha intrappolato le tre signore che da dieci anni le versano mensilmente la loro “quota” per il suo silenzio? Anche quello è tutto finito, donna Assunta di Salaparuta! Le tre signore, mia cara, hanno recentemente divorziato, ciascuna dal rispettivo consorte, in formazione compatta! I giochi sono finiti.
- N... non è possibile! Quelle tre puttane...
- Badi a come parla: Isabella Grutta, Agnese Malpensati e Elvira Ingravallo sono tre rispettabilissime signore, tre nobili dame della miglio...
- Fuori di qui! - strillò donna Assunta sbattendo con forza la mano sulla scrivania.
E si porti v�� ◊ia anche le sue maledette scartoffie!
La donna afferrò un campanello, lo scosse e in un attimo apparve una servetta, avrà avuto appena diciotto anni, in una divisa rosa e un grembiule bianco bordato d’azzurro.
- Maria, muoviti, accompagna il signore al cancello!
La domestica e Sacramola erano appena scomparsi dalla porta che già donna Assunta affondava il bel volto fra le mani curate. La disperazione lentamente le serrava un nodo alla gola: che fare? il disastro economico era tale da non lasciarle più scampo, e oltretutto le tasse incombevano. Vendere? Impossibile, era tutto ipotecato già da tempo. E poi c’era sua figlia, Rosalina, una innocente che nulla o quasi sapeva della situazione della madre. Rosalina da anni, dalla morte del marito, era stata di fatto relegata in un prestigioso istituto svizzero, lontana dalla madre e dalla sua terra di origine.
Stette così per un tempo che le parve infinito, e si riscosse solo al rumore insistente di una mano battuta alla por��ta. Era di nuovo Maria, la cameriera.
- Che c’è, stronza? Non vedi che voglio star sola?
- Signora, ci sono qui le tre signore, donna Isabella, donna Agnese e donna Elvira...
- Quelle tre troie? Buttale fuori!
- Ma...
- Buttale fuo...
In quell’istante la doppia porta dello studio si aprì di colpo, e le tre donne in questione fecero il loro ingresso nella stanza ampia e luminosa.
Donna Assunta le fissò impietrita.
- Che dia...
- Ferma, mia cara! Fossi in te ci penserei due volte, prima di farci allontanare dalla tua bella villa! - disse in un sibilo donna Isabella, una giunonica cinquantenne con i capelli ancora nerissimi partiti in due ciocche spesse e composte dietro la nuca.
(continua)
di Janine Souillon
PRIMA PARTE: LA CADUTA
- Figuriamoci! Non è possibile! Lei è un idiota, avvocato!
Gli occhi duri di donna Assunta si posarono ancora una volta sulle carte che l’avvocato Alfonso Sacramola aveva posato quasi un’ora prima con cura davanti a lei, sul bel tavolo di mogano nero.
- È così, - ripetè per l’ennesima volta l’avvocato. Cominciava a stancarsi di tutta la faccenda, e avrebbe desiderato moltissimo trovarsi fuori da quella villa isolata sulle colline.
- Donna Assunta, è la verità. Tutti i beni, i titoli, i fondi lasciati da suo marito sette anni fa si sono ormai volatilizzati: speculazioni, investimenti azzardati, un tenore di vita... - il notaio agitò eloquentemente la mano in cerchio, comprendendo in quel gesto lo studio ove si trovavano, ma anche la villa, il parco, i terreni circostanti.
- ... un tenore di vita a dir poco principesco: questi sono i motivi della sua disgrazia, mia cara signora!
- Come si permette di criticare il mio stile di vit�� ˛a! - sbottò donna Assunta. A trentacinque anni era ancora una donna giovane e bella, una bellezza siciliana bruciante e fiera, un volto animato da occhi scurissimi, quasi neri, che nella collera fiammeggiavano come braci. Vestita elegantemente, amava i gioelli discreti e costosi.
- E poi di soldi ne ho ancora un mucchio! La mia attività finanzia...
- Intende dire lo strozzinaggio? Vuole dire il ricatto? Anzi, i ricatti con cui ha intrappolato le tre signore che da dieci anni le versano mensilmente la loro “quota” per il suo silenzio? Anche quello è tutto finito, donna Assunta di Salaparuta! Le tre signore, mia cara, hanno recentemente divorziato, ciascuna dal rispettivo consorte, in formazione compatta! I giochi sono finiti.
- N... non è possibile! Quelle tre puttane...
- Badi a come parla: Isabella Grutta, Agnese Malpensati e Elvira Ingravallo sono tre rispettabilissime signore, tre nobili dame della miglio...
- Fuori di qui! - strillò donna Assunta sbattendo con forza la mano sulla scrivania.
E si porti v�� ◊ia anche le sue maledette scartoffie!
La donna afferrò un campanello, lo scosse e in un attimo apparve una servetta, avrà avuto appena diciotto anni, in una divisa rosa e un grembiule bianco bordato d’azzurro.
- Maria, muoviti, accompagna il signore al cancello!
La domestica e Sacramola erano appena scomparsi dalla porta che già donna Assunta affondava il bel volto fra le mani curate. La disperazione lentamente le serrava un nodo alla gola: che fare? il disastro economico era tale da non lasciarle più scampo, e oltretutto le tasse incombevano. Vendere? Impossibile, era tutto ipotecato già da tempo. E poi c’era sua figlia, Rosalina, una innocente che nulla o quasi sapeva della situazione della madre. Rosalina da anni, dalla morte del marito, era stata di fatto relegata in un prestigioso istituto svizzero, lontana dalla madre e dalla sua terra di origine.
Stette così per un tempo che le parve infinito, e si riscosse solo al rumore insistente di una mano battuta alla por��ta. Era di nuovo Maria, la cameriera.
- Che c’è, stronza? Non vedi che voglio star sola?
- Signora, ci sono qui le tre signore, donna Isabella, donna Agnese e donna Elvira...
- Quelle tre troie? Buttale fuori!
- Ma...
- Buttale fuo...
In quell’istante la doppia porta dello studio si aprì di colpo, e le tre donne in questione fecero il loro ingresso nella stanza ampia e luminosa.
Donna Assunta le fissò impietrita.
- Che dia...
- Ferma, mia cara! Fossi in te ci penserei due volte, prima di farci allontanare dalla tua bella villa! - disse in un sibilo donna Isabella, una giunonica cinquantenne con i capelli ancora nerissimi partiti in due ciocche spesse e composte dietro la nuca.
(continua)
lunedì 6 febbraio 2012
Elisabeth Mandile's Art: Hard Labor Slave
Elisabeth Mandile is a female domestic slave forced to sweat all day long. At night she's forced to produce weird drawings concerning her condition.
JS
© Janine Souillon / Annika Kapyzska
JS
© Janine Souillon / Annika Kapyzska
lunedì 23 gennaio 2012
LAVORO FORZATO
In assoluto prediligo le "ruote" descritte da De Sade, ma il lavoro forzato delle serve da correggere o semplicemente da mantenere in forma può comprendere lo sterramento, il trasporto di oggetti pesanti o ancopra esercizi ginnici intensivi.
JS
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lunedì 9 gennaio 2012
LA SERVA MATURA
Per la serva matura, per la schiava domestica ultracinquantenne o per la forzata di mezza età il concetto di "meritato riposo" semplicemente non esiste, come non è concepibile un'idea di "pensionamento". Nella foto vediamo una donna di fatica di 63 anni al lavoro.
JS
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domenica 8 gennaio 2012
62 ANNI
È l'età perfetta per una schiava domestica. Infilata nella sua divisa da fatica e nel suo grembiule di gomma, ha come minimo davanti a sè 8 anni di lavori pesanti.
JS
JS
RISVEGLI IMPROVVISI
Una tecnica di controllo molto efficace è quella del risveglio improvviso della serva nel cuore della notte, senza preavviso. Poichè dormirà sempre nella sua divisa da fatica, verrà immediatamente messa al lavoro dalla sorvegliante che per due/tre ore le affiderà una incombenza molto faticosa. Quando l'avrà portata a termine potrà tornare a dormire per il poco tempo rimastole.
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